Chi sono
Sono Tommaso Tentarelli, nato a Teramo il 13 maggio 1953. Mi definisco un osservatore attento della società italiana, con una particolare sensibilità per la memoria collettiva, il lavoro, la politica intesa come partecipazione civile e le trasformazioni delle comunità locali.
Nei miei scritti intreccio esperienze personali, riflessioni civili e racconti di vita, con l’obiettivo di restituire dignità alle storie quotidiane e ai cambiamenti che hanno attraversato il Paese dal dopoguerra a oggi.
Cerco di utilizzare una narrazione sobria, attenta ai valori della responsabilità individuale e collettiva, affrontando temi come l’identità, il valore delle persone, il significato del lavoro e il rapporto tra radici e futuro.
Ho scritto saggi narrativi e romanzi nei quali le vicende individuali diventano occasione per riflettere sulle dinamiche sociali e culturali del nostro tempo.
Cosa scrivo
Attraverso la narrativa, la saggistica, i romanzi racconto storie, persone, luoghi che invitano a guardare oltre le apparenze. Dai thriller ai temi legati ai borghi italiani, il filo conduttore dei miei libri è la ricerca della verità, della memoria e del valore delle comunità.
Perché scrivo
A volte mi chiedono perché, a un certo punto della vita, una persona decida di mettersi a scrivere libri.
Credo che non esista una risposta uguale per tutti. Per qualcuno è un sogno coltivato fin da ragazzo, per altri è il desiderio di lasciare qualcosa di sé. Per me è nato dalla convinzione che ci siano storie, persone e riflessioni che meritano di essere raccontate. Scrivere significa fermarsi ad osservare ciò che spesso sfugge nella frenesia quotidiana. Significa dare voce a chi non ne ha, conservare ricordi che il tempo rischia di cancellare, porre domande senza avere necessariamente tutte le risposte.
Ogni libro è un viaggio. Non soltanto per chi lo legge, ma anche per chi lo scrive. Ti costringe a documentarti, a metterti in discussione, a cambiare idea, a guardare la realtà da prospettive diverse. Alla fine del percorso, quasi sempre, scopri di essere cambiato anche tu.
Non scrivo perché penso di avere qualcosa da insegnare. Scrivo perché continuo ad avere voglia di capire. Se poi una pagina riesce a emozionare, a far riflettere o semplicemente a tenere compagnia a qualcuno, allora tutto il tempo dedicato a quel libro acquista un senso.
Forse è proprio questo il motivo per cui, nonostante la fatica, dopo aver scritto un libro si comincia già a pensare al successivo.
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